Coltivazione dell’orzo
Dalla semina al raccolto
Definizione e introduzione generale
Che cos’è l’orzo?
L’orzo (Hordeum vulgare) è un cereale molto antico, il cui utilizzo sembrerebbe risalire al VII millennio a.C.
È assai versatile e puoi essere consumato in chicchi decorticati, macinato sotto forma di farina, tostato oppure come base di caffè d’orzo.
In natura sono presenti diverse sottospecie ed il periodo ideale per la coltivazione è, normalmente, nei periodi primaverili oppure autunnali. Superfood per eccellenza, è ricco di nutrienti e in grado di apportare benefici alla salute.

Caratteristiche della pianta di orzo
L’orzo, originario dell’Asia, è oggi coltivato ovunque nel mondo e da esso dipende buona parte nell’alimentazione globale. In Italia troviamo coltivazioni lungo tutta la penisola, su un ‘area di circa 270 mila ettari. Il fusto raggiunge fino a 1,20 m di altezza, infiorescenze a spighe con chicchi allineati in file, foglie strette.

Semina
La semina ha luogo generalmente al termine dell’inverno (nel mese di marzo). Diversamente, in Italia centrale e meridionale la semina è autunnale.

Fioritura
Fiorisce prima che spunti la spiga. Subito dopo la fecondazione si formano i chicchi e così ha un vantaggio di 2–3 settimane sul frumento.

Raccolta
La raccolta generalmente avviene tra gli 8 ed i 10 giorni prima del frumento tenero.
Descrizione della pianta e del fiore
L'orzo è una graminacea che presenta un fusto cavo e foglie molto strette e lunghe. Le spighe sono dorate e presentano piccoli fiori autoimpollinanti, disposti in file regolari. L'altezza della pianta varia da 50 a 1.20 cm, in base a clima e tipologia di coltivazione. La fioritura si verifica nel tardo periodo primaverile, mentre la raccolta avviene in estate, quando le spighe sono ormai dorate ed i semi maturi e secchi.


Le origini dell’orzo tra miti, storie e leggende
Le origini dell’orzo sono molto antiche ed il primo utilizzo sembrerebbe risalire al VII millennio a.C.
Originario dell’Asia fu il primo cereale coltivato dall’uomo, che si diffuse presto in tutto il mondo.
Sono diverse le leggende ed i miti legati all’orzo che spaziano dalla mitologia greca alla storia dell’antica Roma dove, per esempio, prima di essere sostituito dal farro, era il solo cereale coltivato.
In Egitto veniva impiegato in occasione dei rituali dedicati al Dio Osiride. Quando il grano prese il posto dell’orzo, esso perse il suo prestigio, ma rimase importante soprattutto come rimedio officinale e alla base della cura di molte malattie, tra cui anemia e tubercolosi.
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Domande Frequenti
La coltivazione dell’orzo si estende lungo tutta la penisola per una superficie di circa 270 mila ettari complessivi. La Toscana primeggia con i suoi 25.500 ettari, seguita da Emilia Romagna, oltre 23.000 ettari, e Puglia, 21.800 ettari.

